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Il buon posizionamento di un sito Web sui motori di ricerca è condizione essenziale per aumentare il numero di visitatori. Google è il motore di ricerca più utilizzato nel nostro Paese, usato da più di due terzi dell'utenza italiana. Raggiungere buone posizioni tra i risultati delle sue ricerche è quindi condizione necessaria per ottenere una visibilità stabile e duratura. Vediamo allora come si utilizza il Webmaster tools che, di recente rilasciato in versione definitiva da Google, rappresenta una sorta di pannello di controllo, gratuito e in italiano, con cui ogni gestore di siti Web può controllare le informazioni, quelle raccolte da Google, per correggere e migliorare il proprio posizionamento (Figura 1).

Il servizio consente di venire a conoscenza, ad esempio, del numero di link in entrata che ogni pagina riceve dall'esterno o dall'interno del proprio sito, del numero totale di pagine indicizzate, le pagine a pagerank più alto e le frasi con cui più comunemente gli utenti raggiungono il vostro sito Web dopo una ricerca su Google. Inoltre si possono diagnosticare problemi di indicizzazione e configurare alcuni parametri con cui Google scansiona le proprie pagine. Ogni informazione può essere esportata in un formato leggibile da qualsiasi foglio di calcolo. In ultimo, e non meno importante, con Webmaster tools è possibile segnalare a Google le sitemap associate al sito (Figura 2).

Fase preliminare: aggiungere il sito

Prima di poter visualizzare i dati di un sito Web è necessario associarlo al proprio account. Dopo essersi collegati la prima volta all'indirizzo www.google.com/webmasters/tools/e aver utilizzato un qualsiasi Google Account per l'accesso al servizio, si dovrà indicare il dominio da gestire utilizzando l'unico modulo presente all'interno della pagina e cliccando poi sul tasto Ok. Registrando un dominio non si avrà comunque accesso a nessuna delle funzionalità avanzate previste dai Webmaster tools. Il sito va infatti verificato attraverso due metodi alternativi: caricando sul proprio server un file vuoto nominato nel modo suggerito da Google, oppure inserendo tra i tag<head> </head> della pagina un meta tag personalizzato. Istruzioni dettagliate si ottengono cliccando sul link Verifica il tuo sito mostrato subito dopo l'inclusione di un sito Web, oppure cliccando su Verifica a partire dalla homepage del servizio. Consigliamo di utilizzare il sistema basato sul file da copiare nella root del proprio sito (Figura 3), file che potrà essere poi utilizzato per ogni altro dominio che si vorrà aggiungere successivamente.

Gli strumenti disponibili
Ogni dominio aggiunto verrà mostrato nella homepage del servizio. Da questo elenco è possibile visualizzare l'eventuale stato di verifica del sito e le sitemap ad esso associate. Sempre dalla homepage del servizio si possono eliminare siti di cui non si desidera più visualizzare informazioni: basta selezionarne l'equivalente checkbox e cliccare sul pulsante Elimina Selezione. Cliccando sul nome di dominio si raggiungono le pagine che danno accesso alle informazioni specifiche per quello stesso dominio. I dati sono suddivisi in quattro diverse sezioni (in alto nella pagina): Diagnostica, Statistiche, Link e Sitemap (Figura 4). Una volta entrati nelle singole sezioni, se i siti gestiti sono più di uno, si può facilmente passare da uno all'altro semplicemente agendo sul menu l miei siti (in alto a destra della pagina).

Problemi sotto controllo
La linguetta Diagnostica (Figura 5) include 7 diversi strumenti che permettono di verificare la reale presenza del proprio sito all'interno dell'indice del motore e i possibili errori che Google ha incontrato nell'indicizzare le proprie pagine. Al centro della pagina di riepilogo, alla prima riga, è indicata la data dell'ultima scansione del sito e l'effettiva presenza del sito all'interno dell'indice del motore di ricerca. Nelle righe immediatamente inferiori sono indicati invece i problemi che il Google-Bot, ossia il software che si occupa di registrare le pagine da inviare all'indice di Google, ha riscontrato. Gli errori possibili sono sei:

  • Errori HTTP: errori generati da pagine protette o errate comunicazioni da parte del Web server. Per risolverli basta, in genere, semplicemente riconfigurare le impostazioni del proprio server;
  • Non trovato: errori generati da pagine che, collegate da link interni o esterni al proprio sito, non sono più presenti sul Web server;
  • Timeout degli URL: indica indirizzi Web che, anche se attivi, non hanno restituito del contenuto, in questo caso il problema potrebbe risiedere nella programmazione della pagina, se dinamica, o in una errata configurazione del Web server;
  • URL limitati da robots.txt il file robotstxt serve a limitare l'accesso dei bot dei motori di ricerca, o altri software automatici, a determinate pagine Web. Le pagine non indicizzate a causa della presenza di un file robotstxt vengono indicate a questa voce;
  • URL non raggiungibili: sono indirizzi Web non raggiungibili a causa di di versi errori di connessione, di solito imputabili alle configurazioni del Web serverò dei domini;
  • URL non seguito: sono indirizzi Web che GoogleBot non ha potuto seguire perché formattate male o contenti elementi non standard. Possono essere inclusi in questa categoria anche pagine che con URL generate da siti dinamici.


Nel menu di sinistra, sotto la voce Strumenti, sono presenti inoltre altri quattro servizi di controllo. Il primo. Analisi di robots. Txt serve a diagnosticare il funzionamento del file robotsM. Cttre ad indicare l'ultimo giorno di accesso al file e eventuali errori di lettura, il servizio consente anche di verificare eventuali restrizioni sulle pagine causate dall'uso del robots.txt. Basta inserire nell'area testuale indicata dalla voce Test degli URL l'indirizzo che si desidera verificare, cliccare sul pulsante Controllo in basso nella pagina e verificare la risposta del motore di ricerca. Dal link Gestiscila verifica del sito è possibile controllare la presenza di altri file di verifica oltre il proprio e, eventualmente, richiederne un nuovo controllo per eliminare quelli non più attivi. Il servizio Velocità di scansione verifica la velocità con cui il GoogleBot esegue la scansione del proprio sito.

Vengono fornite le informazioni sul numero di pagine e sul numero di Kbyte scaricati al giorno e sul tempo trascorso per il download di una pagina. Cliccando sui link disponibili si può visualizzare anche un grafico di queste attività per i 90 giorni precedenti. Sempre nella stessa finestra, in basso, si può anche impostare la velocità con cui Google scansiona il proprio sito che di regola è impostata su Normale e che può essere velocizzata o rallentata a seconda delle proprie esigenze. Molto comoda l'opzione Dominio preferito che, nel caso il vostro sito possedesse due diversi nomi di dominio equivalenti (ad esempio www.miosito.com o miosito.com) permette di scegliere quale far comparire nelle pagine dei risultati, infine dal collegamento Ricerca immagini avanzata si può invece permettere che Google utilizzi le immagini trovate all'interno del sito per sperimentare servizi, come il Google Image Labeler (http://images.google.com/imagelabeler/, utilizzati per migliorare i risultati sulle ricerche di immagini.


Fonte: Internet Magazine 6/2007

Data di pubblicazione di questo articolo: 29 gennaio 2008

 

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