In un'industria delle telecomunicazioni sempre più attenta a software e contenuti multimediali, è la convergenza a dominare. Questo determina gli orientamenti della ricerca: che, visti i ritmi di evoluzione tecnologica, si muove ormai su orizzonti temporali molto stretti, senza naturalmente tralasciare sviluppi ancora lontani dal mercato. «Si possono individuare due grandi tendenze — dice Maurizio Decina, fondatore della società di consulenze Ict Consulting e guru delle Tic in Italia —. Una è relativa al trasporto delle informazioni, l'altra a quella che io definisco differenziazione dei servizi, cioè la possibilità di soddisfare le esigenze dei clienti privati e professionali». Secondo Decina, l'obiettivo perseguito dagli operatori di telecomunicazioni è avvicinarsi il più possibile al
cliente con le grandi dorsali in fibra. «Più che di ultimo miglio, si parla ormai di una distanza massima di due o trecento metri». Da qui l'abbonato può essere raggiunto in due modi: con connessioni cablate, costituite da fili di rame o dalla stessa fibra. Oppure con connettività senza fili ma di quarta generazione, basata cioè su standard come il WiMax o la nuova Lte, Long term evolution. «Un traguardo minimo — sostiene Decina — è riuscire a offrire a qualunque utilizzatore, fisso o mobile che sia, una banda di 100 megabit al secondo con il rame o il wireless, o addirittura dieci volte tanto con la fibra. La Cina, per esempio, intende offrire 100 megabit di banda alla metà di tutte le abitazioni entro il 2015».
Decina prevede forti innovazioni anche per i terminali, che fanno da
intermediari tra le reti e i servizi: «Mi aspetto un'evoluzione dei dispositivi che, su modello deU'iPhone, sostituiscono i pulsanti con schermi a sfioramento». Ma, sottolinea Decina, la vera rivoluzione sta avvenendo nel retrobottega, nel software, che consente di gestire e distribuire contenuti e applicazioni: «area in cui dominano i concetti delle reti sociali, del Web 2.0 e dei contenuti generati dagli utenti».
Accanto alle tecnologie che trasformano le reti di trasporto, il ricercatore di tic si sta focalizzando però anche sulle applicazioni delle comunicazioni a corto raggio, che coinvolgono esseri umani e oggetti. «È il filone dei sistemi distribuiti, gli ambienti in cui si trovano telefonini, computer, sensori; che, insieme, possono svolgere operazioni di rilevamento e controllo», spiega Umberto Spagnolini, docente al Politecnico di Milano e mentor Cefriel per l'area wireless (reti radiomobili) e wireline (reti cablate).
Un tema promettente è infine quello della radio intelligente o «cognitiva» e, più in generale, della radio «definita dal software»: qui, al posto di componenti fisici, che impongono limiti di funzionalità e frequenza, si utilizzano chip programmabili, con livelli di flessibilità impensabili. «Si possono fabbricare telefonini che comunicano con standard diversi — spiega Spagnolini — e antenne che riducono l'inquinamento elettromagnetico».
Fonte: Il Corriere della Sera 28 gennaio 2008
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