Fino a pochi anni fa esistevano circuiti “pay per inclusion” che permettevano, mediante il pagamento di un piccolo canone annuale, di indicizzare entro un tempo variabile di 24/48 ore una url su un certo motore di ricerca con la certezza che, una volta inserita, l’url sarebbe stata rivisitata ed aggiornata giornalmente mostrando i suoi contenuti sempre nuovi.
Questo sistema ha preceduto nel tempo il metodo del pay per click, oggi in gran voga, ed è stato utilizzato in passato da giganti come Altavista, Msn, Lycos.
Attualmente, facendo solo pochissime eccezioni, questo sistema può ritenersi superato in quanto non più offerto dai motori di ricerca che, come Google, Msn e Yahoo, hanno puntato tutti sul pay per click.
Il sistema pay per inclusion è attualmente utilizzato solo da alcune directory (Yahoo.com offre ancora oggi accanto all’inclusione gratuita – non è garantito il tempo dell’inserimento – quella a pagamento dal costo di 299$) e da motori di ricerca di minoranza come ExactSeek.com, ABCsearch ed altri che hanno costituito tutti insieme un circuito indipendente: l’ISEDN (www.isedn.org Indipendente Search Engine & Directory Network). Aderire a questo circuito ha senso solo per i siti statunitensi, dato che il circuito riesce a procurarsi un piccolo share solo in quel mercato. Poco o addirittura nessun senso avrebbe per i siti italiani aderire a questi programmi.