Come si fa a determninare quanto sia difficile posizionarsi con una determinata parola chiave? Quale sistema occorre seguire per venire in possesso di nquesta informazione? E' sufficiente considerare il numero di siti concorrenti (numero dei risultati trovati)visualizzati dal motore di ricerca in risposta alla query?
Alcuni sostengono che si possa determinare la competitività di una parola chiave basandosi sul semplice criterio: "domanda/offerta". In altre parole se si fa una ricerca su Google per una certa parola chiave si ottiene il dato relativo alla offerta (=numero di risultati ottenuti, dunque numero di siti concorrenti, dunque: offerta). Il metodo per analizzare la domanda è fornito (sia pure parzialmente e mai, purtroppo, in modo completo ed esaustivo) da strumenti online a pagamento (ad es. Wordtracker) o gratuiti (ad es. Il keyword suggestion tool di Overture - ora Yahoo! Search Marketing o di MIVA).
Alcuni strumenti (è il caso di Wordtracker) forniscono anche un parametro fondamentale, ovvero il KEI (Keyword Effectiveness Index) che si basa su un calcolo abbastanza complesso e che fornisce una proiezione statistica sulla difficoltà di posizionamento alla luce proprio del rapporto offerta/domanda. Il limite di questo strumento, molto utile per effettuare analisi sul mercato statunitense, è che si basa su datacenter americani dove vengono catalogate ricerche compiute, in massima parte, da un bacino di utenti prevalentemente statunitensi e comunque in lingua inglese. I dati che interessano il mercato italiano sono molto più limitati in quanto vengono catalogati da un datacenter diverso da quello utilizzato da WordTracker. Se l'analisi di mercato che dobbiamo compiere riguarda il mercato italiano, pertanto, Wordtracker, pur rimanendo uno strumento utile, nonostante le sue potenziali caratteristiche non assume la veste di strumento infallibile e definitivo che farebbe la felicità di tanti di noi seo-marketers.
Anche se, per ipotesi, fosse possibile disporre del parametro reale di KEI, questo, sebbene indubbiamente utile, non sarebbe comunque il metodo definitivo e completo per poter risalire al reale livello di competitività di una determinata parola chiave. Ciò in quanto il rapporto domanda/offerta misura solamente il livello di popolarità di una determinata parola chiave, senza tuttavia fornire indicazioni dettagliate relative a chi siano effettivamente i competitors nei confronti dei quali ci si scontra nell'affermazione della parola chiave nei rankings dei motori di ricerca.
Alcune parole chiave possono avere un bacino di siti concorrenti nell'ordine di poche migliaia, ma fra questi possono esserci domini (es..gov o .edu ecc.) o comunque altri siti particolarmente autorevoli che potrebbero rendere assai difficile l'ottenimento del posizionamento sperato. Per contro altre parole chiave possono avere milioni di risultati (e dunque, conseguentemente, milioni di siti che utilizzano la medesima keyword) ma il posizionamento potrebbe essere in massima parte non intenzionaleo, quantomeno, non frutto di un lavoro di indicizzazione studiata ad hoc per la keyword in oggetto.
Per i motivi ora detti è determinante sempre e comunque, in ogni analisi preliminare del posizionamento di una determinata keyword, verificare chi siano effettivamente i siti con i quali si sia in concorrenza diretta per poi passare, come momento successivo, alla pianificazione delle strategie di Seo marketing. In altre parole, se si vuole affermarsi ai primi posti, è necessario per ovvi moltivi scalzare qualcun altro dal vertice, per cui è necessario individuare quale sia il livello di potenziale autorevolezza dei concorrenti, cercando come prima cosa di sopravanzare,mediante apposite strategie di cui non trattiamo in questa sede, tutti quei concorrenti che sono (o potranno essere , in seguito alle dovute implementazioni strategiche attuate) più deboli rispetto al vostro sito.
Per quanto appena detto, se l'analisi preliminare di mercato conduce alla osservazione di un livello di concorrenti assai forte, senza che si prospetti una effettiva e concreta possibilità di sopravanzamento nel breve/medio termine, allora la cosa migliore da fare, almeno per il momento, ed in attesa che il sito possa crescere in autorevolezza, link strategy e page rank, è rinunciare per utilizzare altre keywords che possano palesare un panorama ed una prospettiva diversa e più positiva.
Pertanto se il vostro sito si trova a breve distanza dal vertice, occupato dai vostri più forti concorrenti, allora sarà il caso di rinforzare gli sforzi di seo marketing, lavorare sulla link strategy e migliorare i tag del sito; ma se la distanza dal vertice è troppo grande, meglio rinunciare almeno momentaneamente alla keyword, scegliendone altre di nicchia.
La valutazione della idoneità o meno di una parola chiave per il suo utilizzo in una campagna di posizionamento deve guardare inoltre anche alla sua capacità di trasformarsi in profitto. Nei circuiti pubblicitari come adWords o Yahoo! Search Marketing (ex Overture) una grande quantità di links sponsorizzati sta a significare generalmente che la keyword ha una ottima propensione a trasformarsi in vendita (alto livello di ROI), se così non fosse gli advertisers non pagherebbero volentieri e coralmente per mostrare gli ads sui motori di ricerca. I circuiti suddetti offrono la possibilità di sapere quali siano i prezzi (che si basano sul principio dell'asta) richiesti dal mercato per la visualizzazione dello spazio sponsorizzato. Un costo elevato mostra quanto sia popolare ed efficace (in termini di ROI, dunque di trasformazione in profitto) una determinata keyword.
E' altresì vero che molti annunci pubblicitari sponsorizzati si basano su keywords poco utilizzate quindi non solo non producono profitto ma spesso addirittura causano perdite economiche agli advertisers. Dunque è buona regola attuare test su questi circuiti sponsorizzati per verificare poi mediante i files di log quali di essi (e quindi quali keywords) siano effettivamente degne di apprezzamento e di valutazione per il loro impiego in campagne di posizionamento.
La strategia corretta consiste dunque nell'identificare quali siano le parole chiave da considerare per il posizionamento, eliminando poi quelle che sono off limits a causa di una concorrenza non raggiungibile e superabile a breve.
Dopo quanto finora detto, proviamo aa passare dalla teoria alla pratica facendo degli esempi che potranno meglio illustrare le azioni da compiere. Supponiamo che ci si voglia posizionare sui motori di ricerca con la keyword "real estate" (agenzia immobiliare): per identificare nel mare magnum di siti presenti quelli che stiano adottando un lavoro di indicizzazione ad hoc lavorando sui tag delle loro pagine web per spingerne il posizionamento, si dovrà fare una ricerca maggiormente dettagliata mediante query che ci permettano l'identificazione delle pagine ottimizzate che, in quanto tali, hanno tag title e url studiate ad hoc per il posizionamento.
Le query da fare sui motori di ricerca (in particolare su Google) includono operatori come: intitle, inanchor, inurl, intext ecc. Ad esempio: vogliamo verificare quante pagine web presenti su Google contengano un tag <title> ottimizzato per la keyword "real estatew. La nostra query sarà dunque la seguente: intitle: real estate
I risultati che Google ci ritorna sono 13,900,000 ovvero un numero davvero enorme. Il livello di concorrenza accertato in questo caso è davvero eccessivo e ci suggerisce di mirare a keyword meno generali e più targhettizzate. Se ci interessa il mercato immobiliare di una determinata location, potremmo pensare a concentrare l'azione sulla keyword "real estate" + "nomedellalocation".
Facciamo un esempio:
Un altroaspetto per determinare il grado di competitivtà di una parola chiave è il controllo dei links ricevuti dai siti che si trovano ai vertici dei ranking nei motori. Qual è il loro livello di link popularity e, soprattutto, come è strutturato? Molto spesso, facendo l'analisi dei backlinks (ovvero dei links che un sito riceve da parte di altri siti) un sito mostra una grande quantità di links ma all'analisi accurata di questi si può poi molto spesso scoprire che questi links provengono da uno stesso gruppo di siti che condividono uno stesso IP, quindi da domini che sono tutti parcheggiati su uno stesso hosting. Questo fattore è assai indicativo, ed assai considerato dai motori di ricerca, per capire quanto i links che si ricevono siano frutto naturale della spontanea volontà di disparati webmasters, o, piuttosto, frutto di una precisa e voluta strategia messa in atto all'unico scopo di intervenire sul valore della link popularity e del page rank, per rendere il sito il più competitivo possibile rispetto alla sua concorrenza. Un sito che riceve molti links i quali provengono da IP diversi, mostra con certezza il fatto che questi links sono naturali e, come tali, di valore molto più elevato mrispetto ai links "artificiali".
In ogni caso è sempre importante conoscere la qualità e la rilevanza dei links che i competitors ricevono. Più questi links provengono da siti autorevoli e più sono "on topic", ovvero coerenti con i contenuti del sito, è più è grande il loro valore.
Questi due ultimi fattori sono, fra tutti, quelli che giocano un maggior ruolo e dunque sono assai indicativi di quanto possa essere facile o difficile riuscire a battere i vostri concorrenti nei rankings.