E' logico che tutto quanto esposto nel recente articolo "Google e la penalità -950" è pura congettura, basata su discussioni, analisi di fatti e dati reali, ma senza alcun fondamento ufficiale in quanto Google, almeno finora, è totalmente silenzioso sulla faccenda.
Il nostro punto di vista è che in caso di sovraottimizzazione, la pagina web debba essere rivista cercando di evitare tecniche quali keyword stuffing, elevata keyword density ed elevata presenza di termini semantici. Anche le url devono apparire il più naturali possibili. Non è pensabile né sostenibile avere un sito web in cui tutte le url del sito ripetono una frase che sia presente anche nel tag title e nel tag h1, h2, body ecc. Piuttosto occorre lavorare sempre più off-site cercando di incrementare links correlati ed autorevoli verso la pagina che si vuole posizionare.
Nel caso di effetto derivante dall'inserimento nell'algoritmo di una tecnica di ostacolo verso il Google Bombing, sappiamo che questo genere di filtri viene raffinato nel tempo da Google che, nonostante sia sempre silenzioso e (comprensibilmente) assai reticente nel rilasciare affermazioni ufficiali, è anche molto attento a recepire la reazione dell'utenza per poi compiere i necessari aggiustamenti. Forse, dunque, se il problema è questo, è possibile che sarà risolto dallo stesso Google a breve.
Infine, nel caso il problema sia l'innesto del brevetto della Patterson nell'algoritmo di Google, vediamo una sola strada da percorre per uscire dalla penalità. La penalità sarebbe collegata alla rilevanza della pagina che tende a trattare in modo massiccio un argomento senza però ricevere segnali di apprezzamento esterni. Pertanto la pagina dovrebbe cercare di ottenere riferimenti, menzioni, link esterni che giustifichino il suo contenuto. I links e i titoli delle pagine esterne che linkano dovrebbero poi contenere termini e frasi che siano correlate con quelli della pagina penalizzata. Occorre anche esaminare il tema principale del sito web che ospita la pagina penalizzata affinché la struttura gerarchica dei contenuti sia tale da mostrare l'importanza della pagina stessa suffragandola con testi di ancoraggio idonei nei links presenti in tutto il sito.
Come ogni filtro, anche quello della Patterson verrà comunque rivisto, aggiornato e perfezionato per riuscire ad individuare lo spam, lasciando in pace le pagine web “innocenti”.
Autore: Stefano Mc Vey
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