Google è molto severo nel giudicare i siti inseriti nel suo database. Se riscontra alcuni fattori tenderà con estrema facilità e rapidità a penalizzare il sito riducendone il page rank, in alcuni casi, o escludendo il sito dal proprio archivio, in altri (e più frquenti) casi.
Occorre dunque fare molta attenzione: di seguito proponiamo un decalogo per il webmaster per cercare di mantenere il proprio sito "al di sopra di ogni sospetto"!
1. Pagine e contenuti duplicati
Questo è un problema molto diffuso e difficile da risolvere, specialmente per chi ha un sito web di grandi dimensioni. Le pagine "duplicate" sono pagine che hanno praticamente lo stesso contenuto. Poiché si tratta di un vecchio trucco degli addetti al posizionamento, Google lo vede come "spam " a tutti gli effetti. Gli spammers utilizzavano la stessa pagina con gli stessi contenuti moltiplicandola molte volte cambiando solo qualche parola chiave per variare la pagina e posizionarla con keywords diverse.
Ma è tuttavia vero che è possibile trovare pagine e contenuti duplicati in modo accidentale sul proprio sito in casi come quelli di seguito descritti:
- Utilizzo delle cosiddette "landing pages" ovvero pagine web identiche fra loro che servono a misurare il ritorno di vostre campagne pubblicitarie o pay per click.
- Siti che offrono all'utenza di stampare i contenuti di una certa pagina web, generalmente creano una seconda pagina web (dall'aspetto più pulito e ad hoc per la stampa) con gli stessi contenuti della prima.
- Utilizzo del mod_rewrite per creare pagine web che abbiano una url leggibile per i motori di ricerca. Spesso quando si usa questo sistema il server produce più pagine web con lo stesso contenuto.
2) Redirect
Un'altra tecnica spesso intrapresa dagli addetti al posizionamento è quella delle famose "doorway pages", ovvero pagine web che contengono un redirect (ridirezionamento) verso un'altra pagina web, in modo tale che il motore di ricerca guardi i contenuti della doorway mentre l'utente viene ridirezionato verso una pagina web diversa.
Le tecniche di redirect sono molte, dal meta tag refresh al javascript al flash ecc.
E' pur vero tuttavia che ci sono molte valide ed "innocenti" ragioni per inserire redirect all'interno del proprio sito web. Per esempio quando si cambia la struttura di un sito web ed alcune pagine web presenti sui motori di ricerca vengono "abbandonate" dalla struttura, al fine di non essere perse potrebbero contenere un redirect alle pagine con i nuovi contenuti.
Oppure se si inserisce una pagina web 404 che possa dire all'utente che la pagina web che cercava non esiste più o è stata rimossa (a Google non piacciono affatto le pagine 404).
Sebbene dunque il redirect non sia del tutto scambiato da Google come spam, occorre essere estremamente cauti ed inserirlo solo nei casi di effettiva necessità e non a livello massiccio.
3. Sovraottimizzazione di parole chiave
Si tratta di una vecchia tecnica di posizionamento: le parole chiave vengono usate in maniera ripetitiva fino a congestionare il sito web. Le parole chiave vengono inserite in tutti i modi: testo nascosto, tag alt, commenti html e molti altri modi.
Il desiderio di raggiungere i vertici dei motori di ricerca con una determinata parola chiave spesso porta il webmaster ad inserirla nel sito molto più spesso di quanto farebbe normalmente con qualsiasi altra parola e ciò comporta che l'azione appaia come "non naturale" e quindi prossima allo spam.
Il fine principale del ottimo seo specialist (addetto al posizionamento sui motori di ricerca) è quello di far apparire il proprio sito come "naturale" e non artificioso agli occhi dei motori di ricerca.