"Jagger", il nuovo aggiornamento del database di Google, sta avvenendo in tre distinte fasi le quali, una volta giunte al termine, mostreranno come sia cambiato l'algoritmo di Google.
La prima parte dell'aggiornamento, Jagger 1, sembra essersi concentrata sul modo in cui Google considera i backlinks (links in entrata - inbound) ed in particolare, sui casi di rapida ed improvvisa crescita numerica di detti links che, laddove riscontrati, sono indicativi di tecniche di spam.
La seconda parte del'aggiornamento, Jagger 2, si è concentrata in particolare sul numero dei backlinks che Google riconosce ai siti web. Il nuovo algoritmo si è mostrato particolarmente aggressivo verso le cosiddette "url canonicamente errate" che sono in sostanza pagine duplicate appartenenti ad uno stesso sito, sia sotto forma di http://www che di http://. E' questo, ad esempio, il caso di siti gemelli o di molti siti, in particolare di tipo news ed informazioni, che danno la possibilità di stampare propri contenuti in modalità "friendly" (ovvero in formato testuale senza slogan pubblicitari) creando di volta in volta due copie di uno stesso articolo (con pubblicità e senza).
Se pensate di poter rientrare nell'ambito di questa fattispecie (soprattutto in caso di siti gemelli - es. sitoa.com sitoa.it) a rischio di penalizzazione, il consiglio è quello di implementare un redirect 301 (permanente - ad es. per il sito sitoa.com in favore di sitoa.it).
L'ultima parte dell'aggiornamento (Jagger 3) è partita il giorno 1 novembre ed è attualmente in corso.
Si pensa che Google, dopo aver rilevato le tecniche di spam attraverso il Googlebot, stia attuando penalizzazioni più severe del passato verso le tecniche di spam quali testo nascosto, creazione di mini network con struttura link non naturale, ecc.
Occorre dire che maggiore è il tempo in cui un sito è presente su Google, minore è l'eventualità di penalizzazione e, conseguentemente, migliore (potenzialmente) può essere il suo ranking.
Questo ha un senso considerando che siti presenti da lungo tempo sono siti "osservati" a lungo da Google e quindi ritenuti "legittimi" nei contenuti; stesso discorso per i siti autoritativi del proprio settore, nonché quei siti con elevato page rank (da 6 in poi) che sono ormai nella "lista bianca".
Il nuovo aggiornamento finora ha fatto notare una minore rilevanza di quei links facenti parte di strutture "run-of-site", ovvero in cui esiste un link proveniente da ogni pagina di un determinato sito web ed ha assunto maggiore importanza la varietà tipologica dei siti da cui provengono i links (quindi entra in gioco una quota di siti di minore attinenza (!)) nonché diversi come IP di provenienza.
Un altro fattore che sta assumendo molta importanza è quello della presenza di pagine interne al sito molto linkate dall'esterno.
Anche questo aspetto ha un suo fondamento logico: un sito importante, interessante e rilevante nei contenuti non dovrebbe avere links in entrata solo verso la propria home page; se i contenuti ci sono e sono validi, questi risiederanno anche e soprattutto sulle pagine interne al sito e quindi è logico che queste dovrebbero essere a loro volta linkate.
Si tratta di un metodo assai valido da parte di Google per differenziate le strutture di links artificiali (che tendono ad avere links tutti concentrati sulla home page) da quelle davvero "naturali".
Nel caso in cui il sito (che sia privo di infrazioni del tipo sopra detto) sia stato penalizzato e magari alcune pagine o il sito stesso sia scomparso dai risultati, il suggerimento, per il momento, è quello di non fare nulla. Abbiamo già assistito, in passato, da parte di Google, a molti casi in cui dopo l'aggiornamento e l'acquisizione dei nuovi feedback da parte del pubblico, gradualmente i siti che non ricadono nelle penalizzazioni ritornano a riprendersi le loro posizioni. D'altronde Google ormai ha un archivio di miliardi di pagine web ed aggiustamenti ed aggiornamenti del suo algoritmo sono sempre piuttosto caotici e possono produrre conseguenze indesiderate che poi vengono corrette subito dopo.