Il latino, la lingua «morta» degli antichi sembra più viva che mai. Nonostante la Santa Sede abbia lanciato, nei giorni scorsi, un allarme sul declino degli studi classici, dunque, il latino si preparara invece a una nuova giovinezza che passa anche da Internet. Tanto che Google, il motore di ricerca più usato nel mondo, ha creato un'interfaccia che utilizza esclusivamente l'idioma di Catullo e Cicerone.
Su «Google latina» la ricerca base diventa «Explorare Googles ope» e quella avanzata «Excogitata investigatio», con le stesse potenzialità dell'home page tradizionale ma in modo decisamente più emozionante e divertente per chi ha voglia di cimentarsi ancora nelle declinazioni.
E sono molti i siti internet che sfruttano il fascino della rete per stimolare il pubblico di giovani studenti e non solo ad intraprendere lo studio del latino. «È da un intento prettamente pedagogico che nasce il nostro progetto di «Res Novae Scientiae» e dalla possibilità di coniugare due cose apparentemente distanti ma, in realtà, molto vicine: il latino e le scienze naturali», spiega Giovanni Finelli, professore di Scienze Naturali al Liceo scientifico statale «Sant'Anna» di Torino e ideatore, insieme ad una collega e ad altri trenta studenti, della prima testata giornalistica on line a carattere scientifico, interamente in latino.
«Il sito è nato nel 2004 - spiega il professore - e ha riscontrato un successo enorme soprattutto in quest'ultimo anno. L'idea di coniugare le scienze e il latino ha avuto un enorme successo tra gli studenti volontari che, attirati anche dal fascino della rete, si sono cimentati nella stesura degli articoli, nella loro traduzione e nella realizzazione delle riprese. Il sito web è una sorta di telegiornale scientifico trasmesso attraverso video clip -continua- con uno speaker che espone la notizia in lingua latina, ma con la possibilità di scegliere anche la versione italiana».
«In questo modo - conclude Finelli - gli studenti hanno la possibilità di studiare divertendosi (tra l'altro si riscontra un notevole miglioramento nell'apprendimento delle materie) e il pubblico scientifico di tutto il mondo di capirsi attraverso l'universalità di una lingua tutt'altro che morta».
Fonte: La Stampa