Posizionamento e cambio di dominio: cosa fare?

Ci sono casi in cui scelte imprenditoriali come fusioni o trasformazioni societarie, o anche scelte strategiche di marketing, come ad esempio quella di adottare un nome di dominio maggiormente competitivo (es. parola chiave nel nome di dominio) portino alla necessità di aprire un nuovo dominio su cui lavorare.

Di fatto in questi casi la maggioranza dei webmaster e delle aziende ricominciano d’accapo la loro azione di posizionamento.

Ma è davvero necessario e inevitabile dover ripartire da zero?

La risposta è decisamente no.

Il redirect 301 viene in aiuto in questo senso.

Il numero 301 è un codice intestazione a livello server che viene generato quando un browser o lo spider di un motore di ricerca cerca di fare il download della pagina web. Il codice 301 dice che “la pagina è stata PERMANENTEMENTE SPOSTATA verso un nuovo indirizzo”. Conseguentemente, i browsers e gli spiders si autodirigono verso il nuovo indirizzo che viene specificato sul file .htaccess.

Sebbene il redirect rappresenti l’ancora di salvezza per non vanificare tutto l’avviamento (magari di anni) e il lavoro fatto su un precedente sito – che deve ora essere trasferito su quello nuovo con il nuovo nome o marchio aziendale, è bene dire che cambiare il dominio non è un’azione consigliabile, a meno che non sia assolutamente necessario

Nonostante l’applicazione del redirect 301, infatti, ci sono congrue possibilità di perdita di posizioni di ranking sui motori di ricerca, perdita di links inbound conteggiati dai motori di ricerca e, conseguentemente, traffico, almeno temporaneamente.

I passi indicati di seguito possono aiutare il webmaster a limitare i danni e a svolgere il lavoro ma non ad eliminare completamente ogni inconveniente.

Quando si apre il nuovo sito, quello vecchio deve rimanere on line per tutto il tempo (si parla di mesi – da 3 a 12) in cui i logs mostrino la presenza di traffico. Naturalmente ci si accerterà che il nuovo sito riceva regolarmente la visita degli spiders dei motori di ricerca

Come detto, durante il cambiamento, è determinante che il vecchio sito rimanga up sul server . Quello che si vuole ottenere è COPIARE il vecchio sito sul nuovo dominio (piuttosto che spostarlo semplicemente e fisicamente da una parte all’altra). La differenza sta nel fatto che mentre si COPIA il sito vecchio su quello nuovo si mantiene l’originale on line all’indirizzo originario: il contenuto del vecchio sito viene rimpiazzato con il redirect 301, gli spiders lo vedono come contenuto “vuoto” e cancellano le pagine del vecchio sito dal loro indice sostituendole con le url del nuovo sito.

Se l’azione di redirect non è fatta ad hoc si corre il rischio che i contenuti doppi (presenti nel vecchio e nel nuovo sito) siano intercettati dal filtro di Google che individua i contenuti doppi con conseguente penalizzazione, ma tutto sommato si tratta di un minor rischio rispetto a quello di perdere totalmente la presenza, il page rank e la link popularity acquisita in mesi e/o anni di lavoro per ricominciare tutto d’accapo con un nuovo sito che, in quanto appunto nuovo, andrebbe incontro a difficoltà nuove come quella della sanbox.